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Volvo Ocean Race – Verso Taiwan

22 febbraio 2012 – I sei team della Volvo Ocean Race si preparano per quella che sperano essere la loro ultima notte con condizioni di mare difficili, prima di liberarsi dalla stretta del mar cinese meridionale. CAMPER è sempre al comando, ma un nuovo waypoint definito dagli organizzatori, ha modificato la classifica provvisoria e ricompattato [...]

Volvo Ocean Race – CAMPER prende la testa, Groupama resiste

21 febbraio 2012 – Partita la scorsa domenica notte da Sanya, la flotta partecipante alla quarta tappa della Volvo Ocean Race è impegnata nella difficile navigazione attraverso il mar cinese meridionale dove le condizioni del vento sono migliorate ma lo stato del mare resta ancora fastidioso. Molto vicini i due battistrada CAMPER e Groupama 4, [...]

Volvo Ocean Race – Tempo duro nel mar cinese meridionale

20 febbraio 2012 – Mal di mare e onde ripide stanno rendendo la vita difficile ai 66 velisti oceanici impegnati nella quarta tappa della Volvo Ocean Race, ripartita ieri notte da Sanya e diretta ad Auckland, in Nuova Zelanda per oltre 5.200 miglia di navigazione. Nell’ostico mar cinese meridionale, diretta verso lo stretto di Luzon, [...]

Taranto – VI giornata Campionato Invernale J24-Laser Sb3- Altura

Una strana giornata quella disputata oggi a Taranto per il campionato invernale valida come campionato zonale j24; una calma piatta per tutta la mattina ha tenuto tutti fermi a ciondolare nei pressi del comitato, spostato molto a W di Taranto per non interferire con la regata della Coppa Italia Laser. Poi finalmente è arrivata una [...]

Volvo Ocean Race – Verso Taiwan

22 febbraio 2012 – I sei team della Volvo Ocean Race si preparano per quella che sperano essere la loro ultima notte con condizioni di mare difficili, prima di liberarsi dalla stretta del mar cinese meridionale. CAMPER è sempre al comando, ma un nuovo waypoint definito dagli organizzatori, ha modificato la classifica provvisoria e ricompattato la flotta, ora tutta in poco più di 16 miglia. Abu Dhabi risale al secondo posto, Team Sanya è terzo, Groupama quarto. Seguono Telefonica e PUMA, protagonista di un forte recupero nelle ultime ore.

Photo © Andres Soriano


E’ un procedere difficoltoso, quello delle sei barche impegnate nella quarta tappa della Volvo Ocean Race, complici le condizioni di vento, corrente e soprattutto di mare non esattamente ideali. La flotta sta facendo rotta verso est, di bolina e in un vento di circa quindici nodi, verso la parte settentrionale delle stretto di Luzon, dove tutti hanno deciso di puntare per uscire dal famigerato mar cinese meridionale. “Non vediamo l’ora di uscire da questo posto il prima possibile” ha detto Ken Read lo skipper americano di PUMA. “Ne abbiamo avuto abbastanza di bolinare.” Il team stelle e strisce che si è molto riavvicinato alla testa della flotta recuperando ben 30 miglia da ieri, come gli avversari sta cercando la soluzione migliore per navigare verso est in un sistema meteorologico difficile da interpretare e che si modifica di ora in ora.

Intanto gli organizzatori hanno definito e inserito un nuovo waypoint. Per assicurare l’accuratezza della cartografia, infatti, durante la quarta tappa si utilizzano tre waypoint per il calcolo della distanza al traguardo (DTF). Alle 8 GMT (le nove ora italiana) di oggi il primo punto sulla punta nord-orientale delle Filippine è stato sostituito da un secondo posizionato in prossimità delle isole Poor Knights a nord di Auckland. Il waypoint 3 invece è vicino alla Tiritiri Matangi Island, ed entrerà in gioco quanto la flotta sarà più vicina ad Auckland nel tratto finale della tappa. Con questo cambio, le posizioni nella classifica provvisoria sono variate con Abu Dhabi Ocean Racing che è salito al secondo posto e Team Sanya al terzo, secondo l’ultimo rilevamento, mentre i francesi di Groupama sono scesi al quarto. Ma il terzetto è vicinissimo, racchiuso in un raggio di sole 2,4 miglia.

Photo © Dana


Un ritorno sui primi che ha, ovviamente, reso molto felice lo skipper della barca cinese Mike Sanderson: “Siamo contenti della nostra posizione. Siamo partiti da Sanya con un piano, il salto a destra del vento ci ha dato una mano. Quindi tutto bene, siamo veloci e felici di essere qui. L’attraversamento dello stretto sembra molto complicato.” Il neozelandese ha anche spiegato che le scelte tattiche dei prossimi giorni non sono semplici da prendere: “Ci sarà da decidere quanto spingersi a est prima di far rotta a sud verso l’equatore, quanta strada si è disposti a percorrere in più e quanto spingersi a est. Al momento sembra dura, con angoli molto stretti, che in poche parole significa qualche giorno ancora di bolina o di lasco stretto.”

Secondo le previsioni, che stanno dando parecchio filo da torcere a navigatori e skipper perché difficili da interpretare e molto variabili, il vento dovrebbe calare in maniera significativa mentre la flotta si avvicina alla punta meridionale dell’isola di Taiwan e la maggiore sfida è concordare una strategia di controllo degli avversari con una lettura del meteo per i giorni a venire. A complicare ulteriormente le cose, i sei Volvo Open 70 hanno sentono in pieno gli effetti della corrente Kuroshio, detta anche “marea nera”. Si tratta di una corrente, simile a quella del Golfo nell’Atlantico settentrionale, che corre a nord-est fin oltre il Giappone e che crea un moto ondoso confuso e onde particolarmente insidiose. Un movimento costante che sta stancando molto gli equipaggi, soprattutto perché è molto difficile dormire in cuccetta o portare a termine altri compiti, e cucinare per i Media Crew Member. Durante il giorno le onde non sono difficili da vedere e da evitare, ma è nelle ore notturne, al buio che i timonieri devono far affidamento sulla loro sensibilità per evitare possibili rotture.
Secondo lo skipper della barca battistrada, Chris Nicholson, le onde sono molto ripide e le cadute nel cavo pericolose. “Non è un grosso problema con la luce del giorno, perché si riesce a evitarle, addolcendo l’impatto, ma durante la notte è molto più difficile.”

Photo © Yann Riou/Groupama Sailing Team/Volvo Ocean Race


Una situazione che è risultata evidente nel collegamento radio di oggi del Race Control di Alicante con Ian Walker, skipper di Abu Dhabi Ocean Racing, dove il rumore della barca a tratti copriva quasi completamente la voce del velista britannico. “Dobbiamo timonare “intorno” alle onde. E’ un postaccio, almeno per navigare di bolina. Speriamo che fra un centinaio di miglia questa situazione finisca e si possa liberarsene una volta per tutte. Sono felice che non ci siano 40 nodi, come avrebbe potuto essere. Ci aspettiamo che il vento cali di molto, ma spero che il mare si calmi prima, in caso contrario non sarà facile andare avanti.”

Sono cira 100 le miglia restanti alla punta meridionale di Taiwan, e secondo il meteorologo della Volvo Ocean Race, Gonzalo Infante il vento potrebbe calare talmente tanto da costringere le barche a procedere a ritroso, se il moto ondoso non migliorerà. Infante ha detto che la flotta potrebbe impiegare altre 24 ore per raggiungere il mare delle Filippine, dove i team potranno tornare a navigare con maggiore velocità e in condizioni meno pericolose.

Photo © Hamish Hooper/CAMPER ETNZ/Volvo Ocean Race


Al rilevamento delle ore 14 di oggi l’intera flotta è racchiusa in poco più di 16 miglia e solo 4,2 miglia separano il battistrada CAMPER da Abu Dhabi, in terza posizione a poco più di 5 è risalito Team Sanya, e Groupama 4 si trova a 6,6 miglia. I due team che si erano tenuti più a nord, Team Telefónica e PUMA hanno recuperato strada e sono ora rispettivamente a 12,9 e 16,3 miglia. Tutte le barche navigano intorno ai dieci/undici nodi i di velocità con una quindicina di nodi d’aria.

Volvo Ocean Race – CAMPER prende la testa, Groupama resiste

21 febbraio 2012 – Partita la scorsa domenica notte da Sanya, la flotta partecipante alla quarta tappa della Volvo Ocean Race è impegnata nella difficile navigazione attraverso il mar cinese meridionale dove le condizioni del vento sono migliorate ma lo stato del mare resta ancora fastidioso. Molto vicini i due battistrada CAMPER e Groupama 4, i cinesi di Team Sanya risalgono in terza posizione e precedono Abu Dhabi, Telefónica e PUMA quando mancano circa 300 miglia al waypoint dello stretto di Luzon.

Photo © Hamish Hooper/CAMPER ETNZ/Volvo Ocean Race

E’ CAMPER with Emirates Team New Zealand con lo skipper australiano Chris Nicholson a guidare la flotta nel complesso attraversamento del mar cinese meridionale verso lo stretto di Luzon, dopo aver superato gli avversari di Groupama, che pure rimangono a un’incollatura dallo scafo rosso. Complesso perché, se le condizioni del vento sono migliorate con una brezza di circa 15 nodi di intensità, il moto ondoso è rimasto ancora difficile e fastidioso, con mare incrociato. Inoltre, rispetto alle previsioni, il vento è girato, compromettendo almeno al momento, le scelte fatte da alcuni team.

Come quella dei leader della classifica generale, gli spagnoli di Team Telefónica che si erano tenuti più a nord della flotta, insieme a PUMA, alla ricerca di una brezza di direzione più favorevole in uscita dallo stretto di Taiwan, ma che hanno perso strada una volta virato, a causa di uno scarso del vento. Iker Martínez, skipper di Team Telefónica ha spiegato così la situazione:
”Sono state ore movimentate, il vento è girato molto e abbiamo dovuto virare. Apparentemente non sembrava un segnale cattivo, ma poi abbiamo visto che si trattava di una situazione locale e mentre noi cercavamo di alzarci il più possibile gli altri sottovento navigavano 20 o 30 gradi più orzati. Per questo abbiamo dovuto toglierci da questa zona e rimetterci in linea con i primi tre, però nella loro poppa. Un vero peccato, sembrava la scelta giusta.”

Photo © PAUL TODD/Volvo Ocean Race


Contrariamente allo scafo azzurro degli spagnoli, la barca che si era tenuta più a sud, Team Sanya guidata da Mike Sanderson si è trovata in una posizione più favorevole, risalendo al terzo posto della graduatoria provvisoria alle spalle di CAMPER e dei francesi di Groupama 4. Come noto, il team cinese dispone di un mezzo della penultima generazione e sulla carta meno veloce, il che costringe lo skipper e soprattutto il navigatore norvegese Aksel Magdahl a un approccio più coraggioso e radicale. Nel suo blog di oggi Sanderson ha spiegato così la scelta: “Ancora una volta, Telefónica a nord e noi a sud, non prendetevela con noi se non funzionerà, loro sono sempre anche mezzo nodo più veloci… Ma questa volta siamo qui perché volevamo essere in questa posizione, forse abbiamo una possibilità tattica. Teniamo le dita incrociate sperando di aver ragione e di prendere un buon salto per riavvicinarci.”

Photo © Hamish Hooper/CAMPER ETNZ/Volvo Ocean Race


A bordo della barca battistrada il navigatore Will Oxley prevede che lo stato del mare possa migliorare nelle prossime ore, per la felicità di tutti i velisti: “Penso di poter parlare a nome di tutti dicendo che non vediamo l’ora di uscire dal mar cinese meridionale. Fino ad ora abbiamo virato una sola volta e quasi tutte le barche stanno facendo rotta verso nord-est. Non c’è molta scelta in termini tattici per ora, si tratta di uscire da questo tratto di mare. Sono momenti di nervosismo, ma siamo in buona posizione, speriamo che la barca ci dia una mano.”

Dopo aver ceduto la prima piazza agli ispano neozelandesi, i francesi di Groupama 4 restano i più vicini a CAMPER e dimostrano di avere un ottimo passo di bolina. “Dopo la partenza abbiamo avuto un po’ di lasco” ha detto lo skipper Franck Cammas oggi durante un collegamento video “Due ore sopra i venti nodi con mare duro. Poi abbiamo cominciato a navigare di bolina, che non è un’andatura che gradiamo molto, specialmente perché non abbiamo preparato la barca in questo senso. Ma resistiamo. Sapevamo di dover soffrire i primi giorni, speriamo che arrivino delle andature più larghe dopo Taiwan.” Quanto allo stato del mare e ai pericoli presenti in zona Cammas ha detto che: “C’è un’onda ogni 3 secondi e ogni volta si prende un colpo, dovrebbe migliorare però. Siamo più preoccupati delle piattaforme petrolifere, che non sono molto ben indicate sulle carte.”

Photo © Nick Dana/Abu Dhabi Ocean Racing/Volvo Ocean Race


Essendo stati costretti a inseguire dalla partenza di domenica, con quasi quaranta minuti di ritardo, gli americani di PUMA stanno cercando una soluzione alternativa per riguadagnare terreno, ossia puntare e navigare a nord di Taiwan, con un aggravio di circa 400 miglia, per evitare anche una zona di bonaccia. “Il problema è che per ora non si riesce a capire cosa fare, i sistemi meteo cambiano in fretta e la rotta che pensavamo di tenere, passando vicino alla punta meridionale di Taiwan e l’isola più settentrionale delle Filippine, sembra non essere più fattibile. Non ci sarà più vento su tutta la zona, quando ci arriveremo. E’ pazzesco pensare di dover andare così a nord quando in realtà vogliamo andare a sud.”

Prossimo waypoint per la flotta è il passaggio dello stretto di Luzon, nella parte nord delle Filippine, distante circa 300 miglia dalla posizione attuale delle barche, che dovrebbero poterlo raggiungere nella giornata di giovedì.

Photo © Yann Riou/Groupama Sailing Team/Volvo Ocean Race


Al rilevamento delle ore 14 di oggi quando tutte le barche sono scese sotto la soglia delle 5.000 miglia all’obiettivo, solo 5,70 miglia separano di due battistrada CAMPER e Groupama 4, in terza posizione a poco meno di 12 milgia è risalito Team Sanya, che guida il trio degli inseguitori composto da Abu Dhabi a 13,8 miglia e da Team Telefónica a 17,3 mentre gli americani di PUMA hanno perso ulteriormente terreno e si trovano ora a 46,3 miglia di distanza dai leader. Tutte le barche navigano dagli undici nodi e mezzo ai dodici nodi di velocità con una quindicina di nodi d’aria.

La quarta tappa, da Sanya ad Auckland è lunga oltre 5.200 miglia e assegnerà 30 punti al vincitore, 25 al secondo, 20, 15, 10 e 5 punti per i piazzamenti successivi. 

L’andamento della flotta può essere seguito come sempre con la cartografia e le ultime notizie sul sito internet www.volvooceanrace.com.

Volvo Ocean Race – Tempo duro nel mar cinese meridionale

20 febbraio 2012 – Mal di mare e onde ripide stanno rendendo la vita difficile ai 66 velisti oceanici impegnati nella quarta tappa della Volvo Ocean Race, ripartita ieri notte da Sanya e diretta ad Auckland, in Nuova Zelanda per oltre 5.200 miglia di navigazione. Nell’ostico mar cinese meridionale, diretta verso lo stretto di Luzon, la flotta naviga compatta guidata con un piccolo margine dai francesi di Groupama 4, tallonati da CAMPER, Telefonica, Abu Dhabi, Team Sanya e PUMA. Prossimo waypoint lo stretto di Luzon, a oltre 500 miglia dalla posizione attuale.

Photo © Hamish Hooper/CAMPER ETNZ/Volvo Ocean Race


Sono condizioni dure quelle che stanno affrontando i sei team impegnati nella quarta tappa della Volvo Ocean Race, ripartita ieri notte da Sanya in Cina dopo un rinvio di 17 ore che gli organizzatori avevano deciso per evitare il peggio di una tempesta monsonica annunciata da giorni e puntualmente presentatasi nella zona fra l’isola tropicale e lo stretto di Luzon, fra Taiwan e le Filippine, ossia nel primo tratto di navigazione verso Auckland, in Nuova Zelanda.
Proprio in questa zona, nella scorsa edizione del giro del mondo a vela la flotta era stata messa alla prova da condizioni di vento, ma soprattutto di mare al limite, tanto da causare incidenti, rotture e ritiri. Ricordi che sono ancora freschi in molti dei velisti che oggi, come nel 2009, partecipavano alla regata.

Se nel corso della nottata, a ridosso della grande isola di Hainan, i sei Volvo Open 70 hanno incontrato brezze leggere di poco superiori ai cinque nodi che hanno più volte fatto cambiare la leadership, non appena usciti in mare aperto il vento da nord-est ha cominciato a rinforzare e lo stato de mare a peggiorare, con onde di 3/4 metri di altezza. Alle 11 (ora italiana) tutti i team confermavano di navigare con un moto ondoso molto fastidioso, tanto da provocare mal di mare anche a velisti molto esperti, e pericoloso per le frequenti cadute nel cavo dell’onda.
Hamish Hooper, Media Crew Member a bordo di CAMPER ha descritto così le condizioni: “Il vento è aumentato, abbiamo avuto il nostro primo big bang, con un rumore sordo e un forte colpo. Le condizioni sono peggiorate in fretta e non sono il massimo. Sembra che io la pensi in modo diverso dalla maggior parte dei ragazzi, loro dicono che è bello, a me sembra orribile. Mi sembra la ricetta ideale per il mal di mare.”

Photo © Andres Soriano/Team Sanya/Volvo Ocean Race


Malgrado ciò le velocità restano piuttosto alte, a conferma della potenza delle barche anche di bolina, e intorno o superiori ai 12 nodi mentre gli equipaggi cercano di riprendere il ritmo della navigazione oceanica. “Il segreto è cercare di controllare la barca, di non essere troppo veloci per non avere danni.” Ha spiegato il navigatore di CAMPER Will Oxley.
Questa quarta tappa si presenta particolarmente insidiosa con molti punti di domanda sulla meteorologia, dovuti alla natura molto dinamica degli oceani di questa parte del pianeta. Dai tropici al mar di Tasmania, infatti i sistemi meteo sono noti per la loro variabilità e instabilità. Sia gli esperti che gli stessi velisti, perciò la considerano come una delle tappe più tattiche dell’intero giro del mondo, con diverse opportunità e opzioni su cui giocare.

In particolare le prime 700 miglia, da Sanya allo stretto di Luzon, si prospettano di vitale importanza, con i team che devono sopravvivere a condizioni difficili, navigando di bolina e dovendo fare scelte strategiche di rotta che potrebbero pagare ampi dividendi nel prosieguo della tappa. Queste condizioni sono dovute alla presenza di un sistema di alta pressione posizionato a nord e di una depressione a sud, che andrà progressivamente dissipandosi nelle prossime ore ma che lascerà uno stato del mare ancora impegnativo. La flotta dovrà cercare di coprire la distanza fino allo stretto il più velocemente possibile per beneficiare di venti più intensi e più stabili creati da un nuovo sistema depressionario che si sta creano a nord-est. “Nessuno si augura una o due settimane di navigazione di bolina, specialmente con questo mare.” Ha affermato oggi Ian Walker skipper di Abu Dhabi Ocean Racing a cui fanno eco le parole del suo MCM Nick Dana nell’ultimo report: “Il movimento rende lavorare praticamente impossibile, e ci sono stati molti casi di mal di mare. Quando siamo usciti dal ridosso, il vento è aumentato così come le onde. Inutile dire che è diventato quasi impossibile fare qualsiasi cosa. Quando si cade dalle onde è difficile persino stare in piedi o timonare. Sottocoperta sembra una zona di guerra…”

Photo © Nick Dana/Abu Dhabi Ocean Racing/Volvo Ocean Race


Una situazione in cui gioca un ruolo importante anche la motivazione, e a cui i 66 velisti sembrano doversi di nuovo abituare dopo il periodo passato a terra. Come dice Pablo Arrarte, timoniere di Team Telefónica:
“Siamo partiti molto motivati perché in Cina è andato tutto molto bene, la partenza è stata complicata. Ora siamo qui, ancora una volta di bolina, a prendere colpi in continuazione, bagnati. C’è abbastanza mare e vento, di bolina lo stomaco soffre, non ci si sente tanto bene, viene mal di testa e non si riesce a dormire. E non appena riesci ad addormentarti, devi svegliarti di nuovo, ed è dura. Però è sempre così i primi due giorni, ci si deve abituare alla vita di bordo.”

Al rilevamento delle ore 14 di oggi, la flotta appare ancora compatta con meno di 15 miglia a dividere i leader provvisori, i francesi di Groupama 4 dagli americani di PUMA. La flotta presenta già una significativa separazione laterale di una trentina di miglia, con PUMA più a nord e Team Sanya più a sud. I transalpini lottano testa a testa con gli ispano/neozelandesi di CAMPER a meno di due miglia, mentre sono 4,3 le miglia che separano i leader della classifica generale di Team Telefónica, 5,5 per Abu Dhabi, 8,4 per Team Sanya e infine 14,8 le miglia di distacco di PUMA che, tuttavia va ricordato, è partito con quasi 40 minuti di ritardo dagli avversari.

Photo © Amory Ross/PUMA Ocean Racing/Volvo Ocean Race


Prossimo waypoint per la flotta è il passaggio dello stretto di Luzon, nella parte nord delle Filippine, che dista circa 500 miglia dalla posizione attuale delle barche. La quarta tappa è lunga oltre 5.200 miglia e assegnerà 30 punti al vincitore, 25 al secondo, 20, 15, 10 e 5 punti per i piazzamenti successivi. 


L’andamento della tappa potrà essere seguito come sempre con la cartografia e le ultime notizie dalla flotta sul sito internet www.volvooceanrace.com.

Posizioni al rilevamento delle ore 13 GMT (14 ora italiana) del 20 febbraio 2012:
1. Groupama sailing team, a 5.065,6 miglia da Auckland*


2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +1,5 


3. Team Telefónica, +4,3


4. Abu Dhabi Ocean Racing, +5,5


5. Team Sanya, +8,4


6. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +14,8


(* 1 miglio = 1,852 km)





Classifica generale Volvo Ocean Race 2011-12:


1. Team Telefónica, 101 punti


2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, 83


3. Groupama sailing team, 73


4. PUMA Ocean Racing powered by BERG, 53

5. Abu Dhabi Ocean Racing, 43
6. Team Sanya, 17

Taranto – VI giornata Campionato Invernale J24-Laser Sb3- Altura

Delfini nel Mar Grande - Photo © Flavio Massari

Una strana giornata quella disputata oggi a Taranto per il campionato invernale valida come campionato zonale j24; una calma piatta per tutta la mattina ha tenuto tutti fermi a ciondolare nei pressi del comitato, spostato molto a W di Taranto per non interferire con la regata della Coppa Italia Laser. Poi finalmente è arrivata una brezza tanto timida da consentire una tranquilla bolina e una poppa piuttosto incerta, con gli spinnaker che faticavano a stare su; tanto che ad un certo punto, durante l’ultima poppa condotta da jebedee con Paperinik in seconda posizione, è arrivato il segnale di annullamento per i j24, mentre per i Laser SB3 è stato dato lo shortage e quindi l’arrivo alla bolina.

No wind today - Photo © Flavio Massari

Grande disappunto per paperinik, che avrebbe goduto di un meritato 2 posto, non proprio alla portata di tutti date le condizioni. Si riparte dopo circa 45 minuti con un vento che si inserisce nel Mar Grande intorno ai 5 nodi e che nel finale soltanto sale fino a 8, ancora una volta shortage e arrivo di bolina, regata vinta da jebedee, che non sbaglia un colpo. Lo spettacolo dei 200 laser è molto lontano, sembra quasi siano due mari diversi, ma il tramonto nel Mar Grande tra le navi ed il Monte Pollino innevato all’orizzonte, affascina tutti e rende questo campionato invernale una splendida opportunità per chi ama la vela ed il mare.

Tramonto nel Mar Grande - Photo © Flavio Massari



Volvo Ocean Race – Una regata piena di sorprese, questa notte si riparte

Sanya, Cina – 19 febbraio 2012 – Sarà Team Telefonica a partire in prima posizione, alla mezzanotte italiana per la quarta tappa della Volvo Ocean Race verso Auckland, rimandata di 17 ore dagli organizzatori per evitare la parte peggiore di una tempesta monsonica presente nel mare cinese meridionale. Aggiudicandosi la regata costiera di oggi, piena di sorprese e insidie, gli spagnoli saranno i primi a tagliare la linea, seguiti da Groupama 4, Abu Dhabi, Sanya, CAMPER e gli sfortunati americani di PUMA.

Photo – MARC BOW/Volvo Ocean Race


Sono state quattro ore piene di sorprese quelle che ha riservato la Volvo Ocean Race oggi per la prima parte della quarta tappa, e ancora una volta sono stati gli spagnoli di Team Telefónica a concludere in testa le 43 miglia del percorso costiero che ha visto navigare fra la flotta fra le boe nella baia di Sanya e fino all’imponente statua Guanyin Buddha e ritorno. Con questo risultato gli iberici non raccolgono punti ma potranno godere di un vantaggio di due minuti e mezzo per la ripartenza della regata, che è stata rimandata a causa delle condizioni meteo proibitive presenti nel mar cinese meridionale nelle ultime ore, che gli organizzatori hanno fissato per le 7 locali in Cina, ovvero mezzanotte in Italia. Questo rinvio di 17 ore rispetto al programma iniziale, permetterà ai sei team di evitare il peggio della tempesta monsonica, con venti a oltre 40 nodi di intensità e onde fino a otto metri, particolarmente pericolose.

Photo – PAUL TODD/Volvo Ocean Race


Oggi il campo di regata si è dimostrato pieno di insidie, soprattutto per un vento molto instabile, con una transizione cruciale a metà del lungo bordo di ritorno verso il Serenity Marina di Sanya. Fin dalle prime battute del percorso costiero di sette miglia, si sono succeduti colpi di scena, con Groupama di Franck Cammas costretto a ritornare sulla linea e a effettuare una penalità. La flotta si è poi divisa in due, con gli americani di PUMA in testa, abili a prendere nel modo giusto un salto di vento, inseguiti da vicino da CAMPER. Mentre alcuni team addirittura mandavano un uomo in testa d’albero per cercare segni sull’acqua di raffiche o buchi di vento, alla terza boa al vento i protagonisti sono stati Abu Dhabi e Telefonica con un passaggio molto ravvicinato che gli umpire in acqua hanno deciso dovesse essere penalizzato con un 720° da parte di Abu Dhabi, che cadeva così in ultima posizione. All’ultima boa, prima del lungo tratto di 80 miglia di lunghezza fino al Guanyin Buddha, era sempre PUMA a guidare con margine la flotta seguito da CAMPER, Telefónica, Groupama, Sanya e Abu Dhabi.

Photo – PAUL TODD/Volvo Ocean Race


Ma molto doveva ancora succedere, per gli ispano/neozelandesi di CAMPER vittime di un problema a una vela ma, soprattutto per Ken Read e il suo equipaggio di PUMA che dopo aver condotto per tre quarti del percorso, girando in prima posizione anche la boa di metà strada con oltre un miglio di margine, cadevano in un buco di vento quasi totale, che faceva perdere loro non solo tutto il vantaggio ma li faceva scendere dalla prima all’ultima posizione, accumulando un ritardo di quasi quaranta minuti. Un delusissimo Ken Read al suo arrivo in banchina ha dichiarato: “Non ho mai visto una cosa partire tanto bene e finire tanto male. Avevamo un vantaggio enorme, avevamo navigato bene, poi siamo finiti in un buco e ci siamo rimasti per un’ora e mezza. Incredibile. Non so cosa dire, è una cosa che rende furibondi. Con questa flotta non si può avere un ritardo di un’ora, sono così arrabbiato. Adesso dobbiamo rincorrere, un modo molto frustrante di cominciare una tappa.”

Photo – PAUL TODD/Volvo Ocean Race


Pronti ad approfittare dell’occasione Team Telefónica, Groupama e Abu Dhabi che riuscivano a chiudere in questo ordine. L’olimpionico spagnolo, molto sportivamente ha riconosciuto che quanto accaduto agli americani è stato un colpo di sfortuna: “Mi spiace per PUMA perché hanno fatto una grande regata e sono stati molto sfortunati. Noi ci siamo accorti che stava entrando in una zona senza vento e siamo riusciti a evitarla, a passare bene la transizione.”

Bella rimonta anche da parte dell’equipaggio locale di Team Sanya, quarto sul traguardo il miglior piazzamento del gruppo guidato da Mike Sanderson fino a questo momento, mentre un quinto lasciava molto deluso lo skipper di CAMPER Chris Nicholson, che dovrà partire per le oltre 5.200 miglia verso Auckland con più di nove minuti di ritardo. “Avremmo preferito partire con nove minuti di vantaggio sugli altri.” Ha detto il velista australiano. “Abbiamo avuto un paio di problemi tecnici, ma se si guarda quello che è successo a PUMA, avrebbe potuto andare peggio.”

Photo – PAUL TODD/Volvo Ocean Race


L’ordine d’arrivo della prova di oggi, infatti, ha deciso l’ordine di partenza della terza tappa dalla mezzanotte in punto i team lasceranno la Cina con questa tabella di marcia (ora italiana): Team Telefónica, 00:00h, seguito da Groupama alle 00:02:33, poi 
Abu Dhabi Ocean Racing alle 00:03:34, quarto Team Sanya alle 00:07:28, quinto CAMPER alle 00:09:12 e infine 
PUMA alle 00:39:17.

La quarta tappa, da Sanya ad Auckland in Nuova Zelanda, è lunga oltre 5.200 miglia e assegnerà 30 punti al vincitore, 25 al secondo, 20, 15, 10 e 5 punti per i piazzamenti successivi. 



Photo – PAUL TODD/Volvo Ocean Race


L’appuntamento è quindi fissato per questa notte alle 24, il resto della tappa potrà essere seguito come sempre con la cartografia e le ultime notizie dalla flotta sul sito internet www.volvooceanrace.com.

Classifica generale Volvo Ocean Race 2011-12:



1. Team Telefónica, 101 punti



2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, 83



3. Groupama sailing team, 73



4. PUMA Ocean Racing powered by BERG, 53


5. Abu Dhabi Ocean Racing, 43

6. Team Sanya, 17

Italia Cup Laser 2012 prima tappa, Taranto.

Prima giornata di regata, domenica 19/2/12

L’appuntamento più atteso del 2012 per la vela pugliese, l’Italia cup Laser, prende il via nella giornata di oggi con ben 200 laser iscritti.
Le condizioni meteo prevedevano un vento sui 4-6 nodi da sud, in rotozione antioraria verso sud-est.
Le 200 imbarcazioni hanno preso il mare alle ore 12, con la partenza della prima prova prevista per le 13.
Un vento troppo debole non ha però permesso l’inizio della regata in orario, facendo anche temere di non poter disputare nessuna prova di giornata, ma fortunatamente l’attesa di 2 ore è stata premiata dall’arrivo di una brezza di 5-7 nodi da SE che ha permesso ai regatanti di disputare almeno una delle 2 prove previste.
La classe standard, con 44 iscritti tra cui il prossimo atleta Olimpico a Londra 2012 Michele Regolo, è partita per prima. Dopo una falsa partenza, le 44 imbarcazioni hanno dovuto combattere con un campo di regata molto difficile, con continui salti di vento e un intensità dello stesso variabile fino a scendere in alcuni frangenti sotto i 5 nodi.

I timonieri che hanno scelto la destra del campo di regata sono stati inizialmente premiati, per poi essere notevolmente penalizzati da un sinistro netto nel terzo finale della prima bolina. La regata per chi si è tenuto sulla destra è diventata subito in salita, mentre chi ha tenuto la sinistra nella parte finale della bolina ha potuto combattere per le prime 20 posizioni.
Alla fine della regata, Michele Regolo ha affermato che la prima bolina, determinante per l’esito della regata, andava affrontata facendo molta attenzione a mantenere il ritmo e rimanere sempre “in fase” con il vento, e ha sottolineato che l’approccio migliore per arrivare nelle prime posizioni era una prima parte della bolina nel centro destra del campo, per poi andarsi a prendere il sinistro da metà bolina in poi,sinistro che, però, come afferma il nostro atleta Olimpico, era difficile da prevedere.
L’unica prova disputata ha visto vincente Tommaso Centonze, del C.V. Torbole, seguito in seconda posizione da Michele Regolo della Sez.Vela Guardia di finanza e in terza posizione da Airò Andrea del Circolo Vela Bari, miglior piazzamento per l’VIII zona.
Da sottolineare, oltre all’inatteso esploit del Barese Andrea Airò, l’ottimo piazzamento in 11ma posizione del master Giovanni Annicchiarico del S.C. Marina di Pulsano il quale nella precedente Italia Cup, tenutasi sempre a Taranto in ottobre, era stato penalizzato notevolmente da una squalifica per la regola 42.
Nella classe radial, suddivisa in 2 batterie ciascuna con 45 iscritti, la classifica provvisoria vede nelle prime 4 posizioni Cosentino Laura Y.C.Cortina d’Ampezzo,Basti Silvia C.V.Portocivitanova,Marimon Giovannetti Laura del circolo nautico Livorno e Parisi Pietro del C.V Torbole.
Per la giornata di domani sono previsti dai 10 ai 13 nodi di SSE con pioggia e ,fortunatamente, 12 gradi di temperatura. La partenza della prima prova è fissata per le ore 11.

Andrea Palminteri

OTRANTO – VIII giornata campionato Più vela per tutti

Ass. IL GABBIERE, Ass. SALENTOINVELA in collaborazione con ASSONAUTICA_LECCE, LEGA NAVALE OTRANTO

L’ottava giornata del campionato invernale “Più vela per tutti_Uisp” è stata un annuncio di primavera: temperatura tiepida e un leggero vento da Sud che è andato ad intensificarsi nel corso della giornata. Come di consueto quando tira vento di scirocco, la boa da scapolare per due volte lungo il percorso di 10miglia era a Sud di Otranto, nella Baia dell’Orte.

A causa del poco vento iniziale la partenza sembrava un film a rallentatore. Per le 16 barche in regata è stato difficile bordeggiare evitando collisioni, poichè il motore di propulsione era solo una leggerissima brezza. Il giudice di gara, Gianni Nistri, è stato più volte “minacciato” dalle imbarcazioni più grandi che, aspettando la strombazzata dello start, bordeggiavano come tante navi alla deriva a pochissimi metri dalla barca giuria. Per assicurarsi il primo posto alla partenza, le barche a vela sembravano un branco di squali sonnolenti che si tenevano stretti sotto la barca come fosse una preda succulenta. Ottime le prestazione di “Bella Gioia” e “Mash One” che stanno rimontando la classifica in compensato, mentre “Il Gabbiere” non sembra avere rivali: primo in reale e primo in compensato.

Il livello di adrenalina è alto perché mancano solo due giornate alla fine del campionato e siamo alle “boe finali”. Nella classifica generale in compensato si vede bene come la distanza di punteggio tra le ultime sei barche si accorcia sempre di più e la vera gara è per il secondo e terzo posto. Il primo posto per ora sembra assicurarselo “Il Gabbiere” che distanzia tutti con il punteggio di 3,5 punti. Si mantiene bene al secondo posto “Gege” con 13 punti. Ma è il terzo posto quello più “tormentato” perché in questa parte della classifica la differenza di punteggio è davvero minima.

La vera gara nelle ultime due prove rimaste sarà tra “Bella Moi” con i suoi 35 punti, seguita da “Tarumbò” con 36, poi “Bella Gioia” con 37,5 e sempre a poca distanza “Mash One” con 39 punti.

Classifica in compensato del 19 febbraio, VIII giornata:

1_”Il Gabbiere” (C)

2_ “Gege” (C)

3_”Bella Gioia” (C)

Classifica in reale del 19 febbraio, VIII giornata:

1_”Il Gabbiere”

2_“Mash One”

3_“Gege”

Classifica generale in compensato:

1_”Il Gabbiere” (C) 3,5 punti

2_ “Gege” (C) 13 punti

3_”Bella Moi” (C) 35 punti

4_”Tarumbò” (C) 36 punti

5_”Bella Gioia” (C) 37,5 punti

6_ “Mash One” (A) 39 punti

Prossimo appuntamento: domenica 4 marzo.

Otranto, 20 febbraio 2012

Info: www.piùvelapertutti.org; pagina facebook “Più vela per tutti”2011-2012

tel: 339.4867878 (Donato_”Il Gabbiere”); 349.5772705 (Silvia&Marco_”Salentoinvela”)

ufficio stampa: 339.8897357 (Ada)